La condizione della donna nel Medioevo – Io Leggo Il Romanzo Storico, Giornata Curiosità / 2

La condizione della donna nel Medioevo – Io Leggo Il Romanzo Storico, Giornata Curiosità / 2

25 Novembre 2019 0 Di Giulia A.

Giovedì 24 ottobre sono stata “ospite” del gruppo bibliofilo facebook Io Leggo Il Romanzo Storico, per la giornata dedicata alle curiosità: un momento per condividere notizie relative al mondo del mio romanzo, oltre la semplice SPAM o promozione; piuttosto, uno spazio per scambiarci consigli e spunti di letture.

Il giorno prima era stato appena concluso un sondaggio relativo all’epoca storica preferita. Ha vinto proprio il Medioevo :-D, così ho pensato di partire da qui, per fare qualche passo in argomento.
Riporterò in una piccola serie di post gli approfondimenti che ho postato, insieme agli utilissimi commenti di molte lettrici e lettori.

Grazie a chi ha letto e commentato, grazie a Linda Bertasi e alle admin e al gruppo Io Leggo il Romanzo Storico. Iscrivetevi, è molto bello!

Buona lettura 🙂

Da un commento al post precedente ho tratto il tema di questo: Federica Garofalo ha accennato alla condizione della donna nel Medioevo.

👑 Oggi la pensiamo orrenderrima. Ma la realtà storica potrebbe sorprenderci, proprio perché siamo imbevuti di luoghi comuni sul Medioevo che confondono tempi e luoghi in un solo grande incubo di disagio.

👑 Studiando per delineare i tratti della mia protagonista, ho scoperto che la società moderna (dal 1500 in poi) è ben più dura per le donne: finiscono le autonomie locali, sorge un nuovo statuto della famiglia che si basa sul controllo del corpo femminile, e il furore controriformista elabora una concezione della donna come intrinsecamente demoniaca.

👑 Questi aspetti nel Medioevo non erano così presenti. La donna era una creatura di Dio, come l’uomo, e aveva diritti sociali, ereditari e matrimoniali che in seguito le vennero tolti. La donna aveva il piacere, persino il bisogno di fare l’amore, poteva pretenderlo da suo marito e lamentarsi se non era soddisfatta. (Siamo ben lontani dalle feroci assurdità vittoriane 😅)

👑 La mia protagonista, Elisa, è in una condizione svantaggiata, ma è comunque in grado di muoversi, di commerciare, di decidere alcune cose e di ostacolare i suoi nemici. Il mondo che la circonda le rende difficile sopravvivere, ma allo stesso tempo le dà i margini per sognare un futuro primato.

👑 Occhio: ciò non significa che la vita fosse semplice e che le donne fossero pari all’uomo. Tuttavia, stavano meglio rispetto a una donna nell’attuale Afghanistan, per esempio.

👑 Per scoprirlo, vi consiglio un paio di libri bellissimi.

“Storie di donne nel Medioevo” di Maria Teresa Brollis.
Una serie di biografie di donne famose, ma anche di popolane e commercianti, basate sullo studio di lasciti e testamenti, incentrato sull’Italia e sull’area bergamasca. Davvero ricco di notizie, e anche avvincente.

“Donne del Medioevo” di Eileen Power.
Power è una storica che consiglio a prescindere e in questo libro ci racconta la vita quotidiana, concentrandosi sul Medioevo anglosassone e sulla dimensione lavorativa delle donne in bottega e nelle gilde. Fantastico!

Nei commenti a questo stesso post, su Facebook, sono stat dati ulteriori consigli di lettura molto interessanti.

Federica Garofalo consiglia anche “La donna al tempo delle cattedrali” di Régine Pernoud, recentemente ripubblicata dalla Lindau.

Federica (che è paleografa e ricercatrice, nonché webmaster dello splendido blog Il palazzo di Sichelgaita) aggiunge:

Consiglio il libro soprattutto perché riporta casi concreti tratti dai documenti d’archivio. E le sorprese sono più di una… 😉
La visione di un “Medioevo maschio” del Duby è stata superata dagli studi degli ultimi anni, soprattutto quelli di Amy Livingstone e dei medievisti americani in generale. Le donne erano presenti nelle arti e nei mestieri sia come lavoratrici salariate sia come vere e proprie maestre. E di questo ne parla diffusamente Maria Paola Zanoboni nel suo “Donne al lavoro”.

Giovanna Barbieri, scrittrice di interessanti romanzi storici, commenta:

Io consiglierei anche la storia delle donne nel Medioevo di Perrot e Duby e anche quello sull’alimentazione di Montanari.
Le donne non erano di certo schiave, ma lavoravano sodo sia le nobili (che potevano anche gestire il castello, in caso d’assenza del marito) sia le popolane.Ma erano comunque molto controllate, quando uscivano (anche per la loro sicurezza) e non potevano iscriversi a nessuna arte o mestiere (almeno non nel nord italia).

Grazie a tutti questi spunti, spero che l’idea della condizione femminile medievale possa apparire un po’ più delineata e meno confusa da stereotipi.
Nel prossimo post, un piccolo focus sui monasteri con molti altri commenti di studiosi competenti!

Se ti è piaciuto il post, dai una chance al romanzo: “La cospirazione dell’inquisitore”, Fanucci editore