Storia Medievale – Massimo Montanari

Storia Medievale – Massimo Montanari

14 Marzo 2019 0 Di Giulia A.

Un vero e proprio manuale di studio che copre l’intero arco del medioevo. Uno strumento utile di consultazione e scoperta.

Storia Medievale, Massimo Montanari, Laterza, 2006

SINOSSI

I caratteri principali del volume rispondono alle necessità di chiarezza, sinteticità, completezza indispensabili a un testo che si rivolge in primo luogo agli studenti universitari dei corsi di base.

Sul piano dei contenuti, il manuale si segnala per l’individuazione dei temi essenziali della storia medievale, a ciascuno dei quali è dedicata una lezione monografica completa e autonoma; per lo sviluppo coerente delle lezioni secondo un piano cronologico in capitoli compatti e non dispersivi; per l’attenzione rivolta ai meccanismi, ai processi, alle dinamiche storiche e ai risultati delle più recenti conoscenze storiografiche; per la presenza di cartine che aiutano a collocare gli avvenimenti storici nello spazio e nel tempo. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento di studio concettualmente chiaro, conciso e aggiornato con uno stile scorrevole e un uso rigoroso dei termini storiografici.

LA MIA RECENSIONE

C’è davvero poco da aggiungere alla sinossi che rende giustizia al testo e non “gonfia” il suo effettivo valore.

Un manuale di base semplice, chiaro, succinto ma esaustivo nei tratti principali di ogni argomento affrontato.

Il Medioevo non esiste, e non si tratta di strampalate teorie del tempo fantasma ma della constatazione che sotto l’etichetta di “età di mezzo” sono buttati dentro fatti ed ere che comprendono ben mille anni, con tanti aspetti di grande varietà e diversità. Coprire questi mille anni non è quindi impresa da niente, e questo manuale ci riesce con calma e gesso e con un approccio scolastico, nel senso buono del termine.

De proprietatibus rerum, da un Manoscritto custodito dalla British Library / via Folia Magazine, “Il medioevo? Non è mai esistito”

In effetti, quando ho iniziato la documentazione per il mio libro ambientato all’inizio del 1300 mi sono regolata come faccio sempre: ricerche online volte a farmi un’idea di massima del periodo e della sua storia, e ricerche bibliografiche tramite biblioteca per approfondire gli aspetti più riguardanti il quando e dove specifico della mia storia.

Ben presto mi sono accorta però che non mi bastava. Ho sentito la necessità di conoscere ben più di uno specifico decennio, ben più dei tratti di un secolo solo: volevo capire meglio come si era arrivati a un certo contesto, a organizzazioni sociali e a quotidianità che mi sorprendevano, tanto erano diverse dallo stereotipo che ci viene rifilato sul Medioevo.

Come sono nati i Comuni? In che modo la Chiesa era entrata in conflitto con l’impero? Da dove arrivava l’erudizione tanto dei monaci, quanto di alcuni eretici, e i loro fortissimi legami con la cultura “classica” grecoromana seppur pagana? E dove erano finite tutte le sicure e pratiche soluzioni dell’impero Romano in ogni campo?

Più risalivo nel tempo, più mi rendevo conto di aver bisogno di ben più di un saggio tecnico o di un riassuntone online, così ho cercato dei veri e propri manuali, e casualmente ho trovato questo.

Ho iniziato la lettura del periodo che mi interessava, ed è successa la stessa cosa: tornavo indietro, avevo bisogno di sapere anche “la puntata precedente”.

La chiarezza con cui le informazioni sono organizzate in questo manuale mi ha aiutato a non perdermi d’animo, e alla fine me lo sono letto praticamente tutto. Ovviamente sono rimasta più sugli ultimi capitoli, ma mi è capitato spesso di fermarmi anche su approfondimenti e paragrafi molto precedenti, semplicemente perché mi spiegavano bene le cose.

Questa lettura mi ha ricordato che internet è una grandissima risorsa, ma che parallelamente è necessario rivolgersi agli strumenti tradizionali, che sono ancora indispensabili.
Non solo perché un manuale di un professore universitario garantisce una competenza superiore e un margine di errore inferiore a qualsiasi altra trattazione, questo è ovvio. Il discorso importante è anche un altro: lo specialista serio che si presta alla modalità del saggio deve dargli comunque un pensiero peculiare, una lettura propria, una visione e un’organizzazione della materia che deriva dai suoi studi e che è originale irripetibile – e assolutamente non riproducibile da un superficiale compendio di date e fatti online.

Nel manuale questo approccio è sempre sottotraccia. Ad esempio, ad alcuni secoli sono dedicati più capitoli, come a dei nuclei tematici precisi che hanno spazio a sé.

Il manuale ha oltre a Montanari altri autori e autrici che hanno collaborato a specifici capitoli: Giuseppe Albertoni, Tiziana Lazzari, Giuliano Milani e la cura degli indici di Emanuela Garimberti.

Leggendo manuali, anche di base, come questi, non abbiamo solo le informazioni storiche, ma beneficiamo anche dell’interpretazione di chi ha ben il diritto (quando non il dovere) di darla.

Chiudo con la bellissima citazione in apertura del testo, un commento di Giuseppe Giusti:

Che significa questa parola epoca di transizione che ci ronza tanto spesso agli orecchi? Tutti sono stati tempi di transizione; trovamene uno che si sia fermato.

[Se ti è piaciuto il post, dai una chance al romanzo: “La cospirazione dell’inquisitore”, Fanucci editore)